Era scritto con la vernice rossa il messaggio “Liberate Riina”
apparso ieri sul muro di un palazzo di via Rudini a Palermo. Gli
esperti della scientifica hanno già effettuato i primi controlli sul
posto. E si pensa che il testo si riferisca all’ex capo di Cosa Nostra
Salvatore Riina arrestato il 15 gennaio del 1993 e detenuto al 41 bis
presso il carcere milanese di Opera.
Ma oltre a quello ce n’era anche un altro che inneggiava alla chiusura del 41 bis.
La cosa strana è che lo stesso giorno è uscita la notizia che il figlio più piccolo di Riina, Giuseppe Salvatore, aveva chiesto ai giudici del Tribunale di Palermo di lasciare Corleone per trasferirsi al Nord Italia poiché avrebbe trovato un posto di lavoro come assistente tecnico di cantiere a Cernusco sul Naviglio, vicino a Milano.
Preoccupato, il senatore Giuseppe Lumia ha parlato di “strana
coincidenza” e ha ricordato che <<a questo bisogna aggiungere
l'allarme lanciato dal pm Nino di Matteo dai microfoni di Lineanotte,
sul pericolo che ci sia un ritorno di Cosa Nostra ad azioni violente
contro i magistrati di Palermo, minacciati ma non sotto
protezione>>.
<<Questi tre segnali – ha sottolineato Lumia - devono far riaccendere l'attenzione sulle mosse di Cosa Nostra. E’ormai in carcere quasi tutto il vertice storico e questo sta sicuramente portando a tensioni interne che possono trovare sfogo in direzioni diverse. Mentre magistratura e forze dell'ordine riportano importanti successi e' determinante che anche la politica non faccia calare la tensione>>. E’ sulla stessa linea il commento di Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, allarmata per questo tipo di messaggi che possono essere il sintomo di nuovi spargimenti di sangue. Sdegno anche da parte del presidente dell’Ars Francesco Cascio e del procuratore Nazionale antimafia Pietro Grasso che ha sottolineato come di fronte a fatti di questo tipo l’opinione pubblica deve reagire con forza perché è <<impensabile che oggi vengano liberate persone della caratura criminale di Salvatore Riina responsabile di delitti efferatissimi>>.
Ma oltre a quello ce n’era anche un altro che inneggiava alla chiusura del 41 bis.
La cosa strana è che lo stesso giorno è uscita la notizia che il figlio più piccolo di Riina, Giuseppe Salvatore, aveva chiesto ai giudici del Tribunale di Palermo di lasciare Corleone per trasferirsi al Nord Italia poiché avrebbe trovato un posto di lavoro come assistente tecnico di cantiere a Cernusco sul Naviglio, vicino a Milano.
Preoccupato, il senatore Giuseppe Lumia ha parlato di “strana
coincidenza” e ha ricordato che <<a questo bisogna aggiungere
l'allarme lanciato dal pm Nino di Matteo dai microfoni di Lineanotte,
sul pericolo che ci sia un ritorno di Cosa Nostra ad azioni violente
contro i magistrati di Palermo, minacciati ma non sotto
protezione>>.<<Questi tre segnali – ha sottolineato Lumia - devono far riaccendere l'attenzione sulle mosse di Cosa Nostra. E’ormai in carcere quasi tutto il vertice storico e questo sta sicuramente portando a tensioni interne che possono trovare sfogo in direzioni diverse. Mentre magistratura e forze dell'ordine riportano importanti successi e' determinante che anche la politica non faccia calare la tensione>>. E’ sulla stessa linea il commento di Giovanna Maggiani Chelli, portavoce dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, allarmata per questo tipo di messaggi che possono essere il sintomo di nuovi spargimenti di sangue. Sdegno anche da parte del presidente dell’Ars Francesco Cascio e del procuratore Nazionale antimafia Pietro Grasso che ha sottolineato come di fronte a fatti di questo tipo l’opinione pubblica deve reagire con forza perché è <<impensabile che oggi vengano liberate persone della caratura criminale di Salvatore Riina responsabile di delitti efferatissimi>>.
23:42:23 . 23 Nov 2008

